In duemila da tutta Italia per dire no alla chiusura degli stabilimenti Whirlpool

GAVIRATE - Duemila persone si sono date appuntamento in paese per partecipare alla manifestazione promossa in modo congiunto dalle organizzazioni sindacali contro il piano di integrazione di Whirlpool: che prevede il taglio di 2.060 dipendenti e la chiusura di quattro stabilimenti.

"Da nord a sud, no alle chiusure e a difesa dell'occupazione": è lo slogan che oggi contraddistingue la manifestazione contro il piano industriale di integrazione di Whirlpool con Indesit, che compora tagli per 2 mila persone negli stabilimenti italiani.

E sono davvero altrettante, circa 2 mila, le persone che stamattina hanno aderito all'iniziativa presentandosi all'appuntamento in piazza Carducci a Gavirate. Da lì tutti diretti verso lo stabilimento di Comerio per far sentire la loro voce, con gli interventi di delegati degli stabilimenti Whirlpool, nonché di Marco Bentivogli (sergretario genrale di Fim-Cisl), Maurizio Landini (Fiom) e Rocco Paolombella (Uilm).

Una partecipazione di massa, con persone provenienti anche dalla Campania (pare una decina di pullman) per rimarcare quanto sia inaccettabile il taglio di 2.060 dipendenti e la chiusura di quattro impianti di produzione.

Da parte dei sindacati la richiesta di fare rientrare in Italia quelle produzioni che, negli anni, erano state delocalizzate a livello internazionale, distribuendole su Varese, Caserta, Fabriano e Siena. Evidenziando che già Indesit, prima di essere acquisita dal gruppo Whirlpool, aveva proceduto alla chiusura di quattro stabilimenti provvedendo in anticipo alla ristrutturazione aziendale.