Olio del Lario: per Coldiretti il 2015 è un'annata super

Si è parlato tanto di Xylella nei mesi estivi, ma ora che si tirano le somme il giudizio non è positivo: è addirittura esaltante. Per Coldiretti Como e Lecco la produzione 2015 di olio del Lario è da ritenersi eccezionale. Sia per quanto riguarda la qualità, sia per la qualità.

“Una produzione da record, sia sotto il profilo quantitativo che in qualità: oggi c’è un motivo in più per conoscere e scegliere l’olio d’oliva lariano, prodotto sulle colline che circondano il lago di Como nelle due province”. Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como-Lecco.

“Nelle province di Como e Lecco la produzione 2015 appare decisamente in aumento rispetto alla scorsa campagna, già con un incremento del 70%, (ma le operazioni di raccolta sono ancora in corso): un contributo importante alla spremitura dell’olio ‘made in Lombardia’, che marcia verso i 750 mila litri, recuperando il crollo dell’anno scorso quando, in molti casi, parassiti e funghi resero persino inutile la raccolta: una situazione comune anche alle realtà lariane, ma in misura lievemente minore”.

I circa 30 frantoi in attività– spiega Coldiretti Lombardia – hanno già spremuto più del 65% per cento dei frutti nati dalle 700mila piante sparse fra le province di Como, Lecco, Brescia, Bergamo, e in alcune zone di recente produzione come Varese, la Valtellina e il Mantovano. In particolare, nelle due province di Como e Lecco operano 100 imprese olivicole con una superficie in ettarato di 130 ha e due frantoi, uno per provincia: la produzione prevista è di circa 300 quintali (30.000 litri): il 20% dell’olio prodotto è certificato Dop Laghi Lombardi Lario, con un prezzo medio di vendita di 32 euro/litro.

“L’olivicoltura che caratterizza le sponde del lago di Como è una nicchia di eccellenza, che si contraddistingue per la professionalità e serietà con la quale gli appassionati olivicoltori, spesso hobbisti, affrontano ogni fase della gestione agronomica e della trasformazione”, commenta Simone Frusca, dell’Aipol (associazione degli olivicoltori lombardi). “Gli oli che ne derivano sono di alta qualità e si identificano per la loro fluidità, freschezza e per le note di mandorla verde e cardo. Le sensazioni decise di amaro e di piccante e la lieve astringenza al palato, conferiscono agli oli del Lago di Como una piacevolezza e un vigore invidiabili”.

L’olivicoltura di frontiera del Lario assume inoltre un importante valenza ambientale paesaggistica. Gli olivi infatti, non solo abbelliscono il paesaggio migliorandone sensibilmente l’appeal turistico, ma contribuiscono al mantenimento del valore economico dei terreni marginali e alla riduzione del dissesto idrogeologico, con grandi vantaggi per tutta la collettività. Tutti coloro che beneficiano della bellezza del territorio attorno al Lago di Como devono ringraziare ogni singolo olivicoltore per il prezioso contributo che porta al mantenimento del territorio”.

Il direttore di Coldiretti Como-Lecco Renzoni è, peraltro, assaggiatore professionista e membro di panel di valutazione: “Il 2015 verrà ricordato come una stagione di numeri positivi e importanti: le olive son sane e l’olio è di alta qualità, con bassa acidità, alti polifenoli e sentori di mandorla fra il piccante e l’amaro”.