Agrivarese, Maroni: "Siamo la prima regione agricola d'Italia"

VARESE - E' intervenuto anche Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, all'inaugurazione di Agrivarese, la più grande rassegna, organizzata dalla Camera di Commercio di Varese, dedicata al comparto agricolo provinciale. E ha confermato il sostegno del Pirellone per l'agricoltura.

"Il sostegno al settore dell'agricoltura è e continuerà ad essere prioritario per la Regione Lombardia". Lo ha assicurato il governatore Roberto Maroni inaugurando l'edizione 2015 di Agrivarese, la più grande rassegna, organizzata dalla Camera di Commercio di Varese, dedicata al comparto agricolo provinciale.
 
Secondo fonti della Camera di Commercio, il comparto agricolo varesino conta 1.700 imprese che danno lavoro a 3.000 addetti, contribuendo al valore aggiunto provinciale per oltre 43 milioni di euro.
 
"La Lombardia - ha sottolineato il presidente della Regione - è la prima regione agricola d'Italia, genera ben il 20 per cento della produzione agroalimentare italiana, conta 60.000 strutture produttive che danno lavoro ad oltre 230.000 lavoratori. La produzione agro-industriale regionale vale 13,3 miliardi di euro, il 16,3 per cento del valore nazionale. Inoltre, la Lombardia vanta una tradizione di grande qualità e ricchezza, con oltre 73 prodotti di denominazione tipica e una produzione agroittica leader nel mondo. Il fatturato dei prodotti DOP e IGP in Lombardia è stimato a 1,6 miliardi di euro che rappresenta 1/4 del fatturato DOP e IGP italiano e colloca la regione al secondo posto in Italia dopo l'Emilia-Romagna".
 
Nella salvaguardia e tutela della "vocazione agricola della Lombardia", Maroni ha ricordato che la Regione è intervenuta e sta intervenendo con diverse azioni: "Abbiamo approvato una Legge molto importante contro il consumo di suolo, in base alla quale i Comuni prima di trasformare un terreno agricolo in edificabile, devono recuperare le aree industriali dismesse. Inoltre stiamo erogando sostegni concreti alle aziende attraverso il bilancio regionale e i fondi europei, che nella nuova programmazione ci sono stati attributi con un aumento del 60 per cento rispetto a quella precedente, perché l'Europa ha riconosciuto che la Lombardia li spende in maniera virtuosa". "Infine - ha aggiunto - siamo impegnati a valorizzare la rete delle imprese, attraverso i cosiddetti corpi intermedi, le Camere di commercio per prime. Spero che la decisione presa da Roma di tagliare e ridurre queste strutture, non penalizzi troppo il nostro sistema camerale, che ha dato prova di funzionare bene".