Como: la città si candida con Brunate e Cernobbio per essere capitale della cultura

COMO - La città avanza la sua candidatura, con tutta l'autorevolezza di cui è capace in questo campo: insieme a Cernobbio e a Brunate si propone quale capitale italiana per la cultura nell'anno 2015 per promuovere il patrimonio locale.

Como, con Cernobbio e Brunate, si è candidata a Capitale della Cultura Italiana con l'obiettivo di creare un sistema integrato per la produzione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e turistico locale. 
Como è una città che lega il proprio nome a una dimensione estetica, conosciuta in tutto il mondo grazie alla bellezza del lago e alla tradizione serica. E’ una città che evoca la ricerca e lo sviluppo scientifico, basti pensare a due dei suoi più illustri “figli” Plinio il Vecchio e la sua Naturalis Historia e Alessandro Volta e l'invenzione della pila. La presenza di Villa d'Este a Cernobbio quale luogo di incontro per l’economia mondiale, da sempre richiama l’attenzione dei media italiani e stranieri. 

Como, Cernobbio e Brunate, hanno dimostrato di essere non solo in grado di proporre eventi culturali di qualità, ma di essere anche una Fabbrica della creatività, realizzando spettacoli, festival e kermesse (riproposti anche in altre città italiane ed europee), che negli anni hanno contribuito a creare un sistema culturale vivace e innovativo. 

E tutto il territorio intende attuare la valorizzazione del grande patrimonio culturale materiale e immateriale di cui dispone, favorendo e coltivando le eccellenze esistenti. Sarà l'occasione per sperimentare modalità di produzione e di partnership pubblico-private e un nuovo modello di business legato alla cultura, migliorando anche l'offerta turistica e rendendo il territorio ancora più appetibile.Idea progettuale che si intende realizzare

Il titolo del progetto "Estro armonico: le stagioni del lago" prende ispirazione dall'omonima raccolta di concerti di Vivaldi e si propone come l'occasione per creare un vero e proprio modello che renda la cultura protagonista dello sviluppo economico, realizzando così un vero e proprio Distretto Culturale.  Si vuole sviluppare un modello di gestione integrata e strategica della produzione culturale, che trasformi la creatività in Fabbrica, e la cultura in motore e stimolo per la produzione di nuova ricchezza, non solo intellettuale, ma anche economica. Partendo da un patrimonio riconosciuto a livello mondiale si intende realizzare un sistema sinergico di produzione culturale. 

Il programma annuale degli eventi culturali di Como, Cernobbio e Brunate, verrà quindi sviluppato seguendo l'andamento delle stagioni per rendere la città attrattiva anche in quei periodi. 

La trasformazione da realtà "fornitrici" di cultura a "produttori" permetterà di sviluppare le locali industrie creative e culturali. La ricchezza prodotta da tale sistema sarà occasione per investire sul territorio e la sua riqualificazione.

La candidatura della città di Como a Capitale Italiana della Cultura è sostenuta e condivisa dai Comuni di Cernobbio e Brunate, dall'Amministrazione Provinciale di Como e dalla Camera di Commercio di Como. Tra i numerosi operatori culturali che hanno manifestato il sostegno al progetto, figurano la Fondazione Alessandro Volta, che svolgerà un ruolo di raccordo tra istituzioni e operatori, il Teatro Sociale di Como e l'Accademia Aldo Galli di Como, quali soggetti partecipi alla programmazione e realizzazione di eventi significativi sul territorio.Il progetto e la candidatura a Capitale della Cultura Italiana sono state presentate alla stampa mercoledì 1 aprile a Palazzo Cernezzi dal sindaco di Como Mario Lucini con i colleghi Paolo Furgoni (Cernobbio) e Davide Bodini (Brunate). Insieme a loro, l’assessore alla Cultura del Comune di Como Luigi Cavadini, il presidente della Camera di Commercio Ambrogio Taborelli e il presidente della Fondazione Volta Mauro Frangi

“Abbiamo deciso di partecipare al bando indetto dal Ministero per i beni e le attività culturali, perché ora ci sono le condizioni per competere sia grazie a ricchezze naturali e storiche della città ma anche grazie al fermento culturale e alla vivacità dei vari enti, istituzioni, associazioni e realtà - ha spiegato Lucini - Sviluppare sinergie sta dando i suoi frutti, si vedano ad esempio le attività progettate per Expo. Del resto, è solo unendo le forze che si possono ottenere risultati importanti”. 

“Ringrazio Como per essersi lanciata in questa avventura – ha aggiunto Furgoni - Credo nel turismo e nella promozione culturale e questa è un’esperienza importante di coordinamento della cultura. Siamo un territorio unico che insieme deve camminare”. 

“Brunate è pronta e farà la sua parte” ha proseguito Bodini. “Mi ha fatto particolarmente piacere aderire a questo bando perché è un’occasione che permette di mettere l’uomo al centro di tutto e l’uomo è il motore di tutto quello che avviene” ha sottolineato Taborelli. 

“Due sono i motivi che ci hanno portato a supportare questa iniziativa: in un’economia manifatturiera, investire sulla cultura è un pezzo fondamentale dello sviluppo di questo territorio; per il grande lavoro fatto fin qui, questa sfida permette di fare un salto di qualità, per lavorare ancora più stabilmente insieme” gli ha fatto eco Frangi. 

“I tempi operativi sono i seguenti - ha spiegato Cavadini - La presentazione del dossier scadeva il 30 marzo, entro il 30 aprile verrà decisa la short list delle dieci città finaliste, entro il 30 giugno si dovrà presentare il progetto finale. Il dossier preparato si è basato su due elementi: le esperienze di rete fatte in città (Sistema Como 2015, Artificio, Spazio musica, Far-Setificio) e con altri comuni. L’obiettivo di questa operazione è incentivare, promuovere, sollecitare relazioni tra gli attori della città”. 

“Comunque vada a finire - ha chiuso Lucini - valeva la pena presentare la propria candidatura: preparare il dossier ci ha infatti dato l’opportunità di essere più consapevoli delle ricchezze che abbiamo e che possiamo produrre e si continuerà comunque a lavorare in questa direzione, anche se Como non dovesse essere inserita nella short list”.