1972 Giallo a Casatenovo (1)

UN MISTERIOSO E ALLUCINANTE GIALLO A CASATENOVO
Marito e amante uccisi, la donna s'è avvelenata: c'è un terzo uomo?
(articolo tratto dall'archivio de "La Stampa")

Casatenovo, 17 novembre 1972

Andrea Pulici è stato trovato morto sulla sua auto nell'Adda - Giancarlo Corbetta, il rivale, è stato straziato da un treno Molti particolari escludono però un duplice suicidio - Angiolina Pulici, la moglie, 26 anni, graziosa, all'improvviso ha deciso di morire: è fuori pericolo, ma i medici non permettono di avvicinarla - Quale dramma si nasconde dietro queste tre storie? - Un'ipotesi: si profila l'ombra di un terzo personaggio, che sinora nessuno forse ha mai visto, né ha conosciuto.

(Dal nostro inviato speciale). Quale misterioso dramma si cela dietro la morte del marito e dell'amante di Angiolina Pulici, la giovane donna che ieri mattina ha tentato di uccidersi tagliandosi le vene ed ingerendo venti pastiglie di barbiturici? Andrea Pulici, il marito, è stato ripescato ieri sera dalle acque del fiume Adda nei pressi del ponte di Paderno; il corpo di Giancarlo Corbetta, l'amante, è stato trovato mercoledì mattina, orribilmente straziato, lungo i binari della ferrovia vicino a Ronco Briantino. In entrambi i casi esistono degli elementi che l'anno supporre che i due uomini siano stati assassinati in località diverse da quelle in cui sono stati trovati i corpi. E' una. storia allucinante. La drammatica conclusione di una vicenda passionale. Ma chi ha ucciso? Si scava nella vita dei protagonisti, si scopre che ognuno dei due uomini aveva motivi di rancore, vendetta nei confronti dell'altro. Ma chi può averli assassinati entrambi? E perché? Si profila l'ombra di un misterioso individuo, un terzo uomo che nessuno conosce, cui nessuno ha mai neppure sospettato l'esistenza. Al centro della vicenda domina la figura della donna. Angiolina Pulici, vittima e artefice della tragedia. Per lei due uomini, il marito e l'amante, sono morti. Lei stessa ha tentato di uccidersi, sconvolta da quanto era accaduto. Lei conosce il segreto, ma non parla. E' ricoverata all'ospedale Niguarda di Milano. Fuori pericolo, ma sinora i medici non hanno permesso a nessuno di avvicinarla. Chi sono i protagonisti di questo « giallo » che ha per sfondo le colline della Brianza avvolte nella nebbia d'autunno? Andrea Pulici, 39 anni, operaio alla Vismara e gestore di un bar, a Rogoreto di Casatenovo, dove abitava con la moglie, Angiolina Mutti, 26 anni, e il figlio Roberto, cinque anni. Un uomo tranquillo, che divideva la sua giornata fra l'officina ed il banco del caffè.. Si era sposato sei anni fa con Angiolina, una ragazza graziosa, educata, tranquilla. La loro vita era proceduta senza scosse fino ad un anno fa. Quando il Pulici aveva scoperto che la moglie lo tradiva con Giancarlo Corbetta, 27 anni. Un giovane aitante, operaio alla Vismara, guardacaccia volontario nelle ore di libertà. Abitava con i genitori e ì fratellini in una casa di nuova costruzione alla periferia del paese. Vestiva con una certa eleganza, aveva una bella auto. Era, insomma, un buon partito. Ma il Corbetta non pensava al matrimonio. Preferiva restare scapolo e divertirsi. Era un assiduo cliente del bar del Pulici. Allegro, buon conversatore, aveva fatto presto amicizia con la moglie dell'operaio. Angiolina, che rimaneva molte ore sola quando il marito era in fabbrica, annoiata dalla monotonia delle giornate che trascorrevano tutte uguali, senza novità, ha accettato la corte del giovane. Ad aprile il marito se n'è accorto. Racconta il fratello Angelo Pulici, 34 anni: « Noi avevamo già dei sospetti. In paese la tresca di mia cognata era sulla bocca di tutti. Ma Andrea non aveva mai dato retta. Sembrava felice, noi non volevamo creargli grattacapi ». Un giorno, sua moglie si allontana con un pretesto. Il Pulici lo scopre. La cerca invano per ogni dove con l'aiuto dei fratelli. Alla sera la donna rincasa. Dice Angelo Pulici: « Quando Andrea le ha chiesto dov'era stata, mia cognata ha risposto senzaa esitare. " Sono stata col Corbetta ". Io mi sono sentito avvampare. Mio fratello c rimasto senza parole. A questo punto la separazione sembra inevitabile, invece nella notte marito e moglie si riappacificano. « Lei ha giurato che non avrebbe mai più rivisto il Corbetta ». Il giorno dopo il giovane viene affrontato dai fratelli del Pulici ed invitato a non mettere più piede nel caffè. Il Corbetta ubbidisce. Ma in paese affermano che gli amanti continuano a vedersi di nascosto. Un amico del giovane tiene i collegamenti, fissa gli appuntamenti. La tragedia è nell'aria. La tensione fra i coniugi aumenta col passare dei giorni. Andrea Pulici fìnge indifferenza, ma è macerato dalla gelosia Martedì sera scoppia il dram casa così come si trova: in pantofole e canottiera, una giacca buttata sulle spalle. Sale sulla « 500 » e si allontana. La moglie.lo aspetta tutta la notte. Al mattino, verso le 6,30, va dal cognato Angelo e lo informa che Andrea è scomparso. « Mi ha detto che era andato via la sera prima. Quando l'ho rimproverata perché non mi aveva avvertito subito, ha risposto che non aveva dato importanza al fatto. Pensava che sarebbe tornato, prima o poi ». Angelo e i fratelli battono la campagna per un paio d'ore, poi denunciano la Andrea Pulici Angiolina Multi Giancarlo Corbetta scomparsa ai carabinieri. E' il primo atto ufficiale nella tragedia. Alle 12,30 dello stesso giorno, è mercoledì, il corpo seminudo di un uomo, straziato da almeno cinque o sei convogli, viene trovato lungo la linea ferroviaria di Bergamo, vicino a Ronco Briantino. I carabinieri informano Angelo Pulici che corre al cimitero di Ronco per identificare il cadavere. « Ma non era mio fratello. Si trattava di qualcuno che conoscevo, ma sul momento non mi è venuto in mente. Ero troppo contento perché non era Andrea e non pensavo ad altro ». Nessuno lo sapeva ancora, la sua scomparsa non era neppure stata denunciata, ma si trattava del corpo di Giancarlo Corbetta. Secondo quanto dicono 1 suoi familiari, il giovane era uscito di casa mercoledì mattina, alle 5,30. « Ho sentito una "500" fermarsi davanti a casa — dice una sorella — poi qualcuno che scendeva le scale e il portone che sbatteva. Ho immaginato che Giancarlo fosse uscito. Non mi sono stupita: il suo lavoro da guardacaccia non conosceva orari ». La preoccupazione è affiorata alla sera, quando non è tornato. Dopo una notte di affannose ricerche, l'indomani la sua scomparsa viene denunciata ai carabinieri di Missaglia. Sulla scrivania del sottufficiale c'è un fonogramma con la notizia del ritrovamento del cadavere di uno sconosciuto stritolato dal treno. I familiari del Corbetta vengono accompagnati al cimitero di Ronco. Nessun dubbio, si tratta del giovane. La stessa sera dal fiume Adda, nei pressi del ponte di Paderno, viene ricuperata una «600». Era stata avvistata il giorno prima, ma il carro attrezzi era impegnato altrove e l'operazione era stata rinviata. Enrico Casati, 26 anni, figlio del titolare dell'autorimessa che ha fatto il recupero»: «Pensavamo che fosse un'auto rubata. Invece, quando sono sceso in acqua per agganciarla alla gru, ho scoperto che dentro c'era il corpo di un uomo ». Andrea Pulici. A piedi nudi, sdraiato sul sedile anteriore destro tolto dalle guide e rovesciato su un fianco, la testa reclinata sul divano posteriore. « Aveva una ferita sulla fronte, un'altra sulla nuca ». Particolari sconcertanti: la portiera sinistra dell'utilitaria era aperta. I fari dell'auto (non bisogna dimenticare che il Pulici era uscito di casa nella notte, secondo il racconto della moglie) spenti. Terzo atto della tragedia. Ieri mattina, quando ancora non era stato trovato il corpo del Pulici e quello del Corbetta era stato appena riconosciuto dai fratelli, Angiolina Pulici tenta di uccidersi. Si sdraia sul letto (il piccolo Roberto gioca in cucina) prende un intero tubetto di barbiturici, si taglia le vene dei polsi con una lametta. Il sangue incomincia appena a sgorgare dalle ferite quando arriva il fratello, Giuseppe Mutti, che la trova riversa sul letto. Prima di perdere i sensi, secondo il fratello, avrebbe detto: « Ho paura per mio marito. Quello là me lo ammazza ». Questa la storia conosciuta. In un primo tempo si era fatta l'ipotesi di un doppio suicidio: marito e amante, per ragioni diverse, cercano la morte. Molti particolari smentiscono questa possibilità. Il cadavere di Giancarlo Corbetta è stato trovato nudo. Gli abiti erano sparpagliati lungo la massicciata. Sul terreno, nonostante le mutilazioni e le ferite, non sono state trovate tracce di sangue. Questo avvalora il sospetto che il giovane sia stato ucciso altrove, trasportato in quella località e abbandonato sui binari per simulare il suicidio. Andrea Pulici è stato trovato nell'auto, immersa nell'acqua. Aveva ferite alla testa e, al primo, sommario esame di un medico, non presentava i sintomi tipici della morte per annegamento. Su questi due decisivi e sconcertanti particolari dovranno pronunciarsi i periti settori dopo le autopsie. Fino a quel momento, tutto rimane avvolto nel mistero. Sono state fatte molte ipotesi. Fra le altre, che uno dei due uomini abbia soppresso il rivale, poi sconvolto dal rimorso si sia ucciso. Il marito, dopo l'ennesimo litigio con la moglie, è andato a casa dell'amante, l'ha invitato ad uscire per una spiegazione poi l'ha ucciso, organizzando la messinscena del suicidio sotto il treno? Oppure il Corbetta ha attirato il Pulici in un agguato, l'ha ammazzato poi ha spinto la vettura nel fiume? Sono ipotesi che soltanto l'esito delle perizie necroscopiche potrà convalidare o meno. Resta infine una terza incognita: perché la donna ha tentato di uccidersi?
Francesco Fornari