1972 Giallo a Casatenovo (3)

Diciassette anni alla sposina accusata di uxoricidio: il suo amante si suicidò (tratto dall'archivio de "La Stampa").

Milano, 11 giugno 1975

I giudici della Corte d'assise d'appello di Milano, hanno condannato a diciassette anni per omicidio volontario, Angiolina Mutti, 29 anni, per avere ucciso il marito e di avere indotto l'amante al suicidio. Il procuratore generale aveva chiesto l'ergastolo. I giudici della Corte d'assise di Como, in prima istanza, avevano assolto la donna per insufficienza di prove. L'imputata, alla lettura della sentenza, è scoppiata in un pianto dirotto e si è accasciata sulla sedia. La drammatica vicenda avvenne nella frazione Rogoreto di Casatenovo, il 16 novembre 1972, dove Angiolina e il marito Andrea Pulici, 38 anni, operaio in un grosso salumificio di Casatenovo, gestivano un bar. I due si erano conosciuti nel 1964, a Mariano Comense, dove lei abitava con i genitori. Un inizio scherzoso poi la corte, l'amore e il 3 luglio del 1967, le nozze. L'anno successivo nasceva un figlio, Roberto. Una unione serena, poi improvvisamente qualcosa si rompe nell'equilibrio familiare. Da dietro il banco di mescita la prosperosa Angiolina prende a sorridere o a rispondere ai sorrisi di Giancarlo Corbetta, un operaio di 38 anni che lavora nello stesso stabilimento del marito. La gente se ne accorge, mormora. Andrea si costringe a non dar peso alle allusioni che coglie alle sue spalle. Ma, un giorno, rompe la vecchia amicizia con Giancarlo e lo caccia dal suo locale: « Vattene. Non ti voglio più vedere ». Quello che in fondo doveva essere un avvertimento per i due amanti, non funziona: i due continuano a vedersi di nascosto. Arriviamo al 16 novembre 1973. I coniugi vanno al cinema a Lecco e al ritorno, dopo aver accompagnato a casa la moglie, Andrea Pulici sparisce con la sua « 500 ». Il giorno dopo la donna denuncia la scomparsa e nel pomeriggio il Pulici viene trovato cadavere nella vettura sprofondata nell'Adda: sul corpo gli inquirenti riscontrano numerose ferite. Non basta: qualche ora dopo un uomo — identificato poi in Giancarlo Corbetta — si era gettato sotto il treno. Le indagini avevano portato alla convinzione che Angiolina Mutti, con la complicità dell'amante, avesse ucciso il marito ed avesse poi istigato Giancarlo Corbetta a togliersi la vita. Rinviata a giudizio sotto l'accusa di omicidio premeditato, era stata però assolta. Ora, la condanna.
g. m.