1972 Giallo a Casatenovo (2)

SVOLTA NELL'INCHIESTA DEL GIALLO DI CASATENOVO
La donna cambia versione: marito e amante litigarono nella notte poco prima di morire Angiolina Mutti avrebbe ammesso che i due uomini ebbero un "chiarimento" sotto casa sua - Poche ore dopo, uno finiva con l'auto nell'Adda, l'altro era straziato da un treno (tratto dall'archivio de "La Stampa")

Milano, 19 novembre 1972

Uno dei due sarebbe stato ucciso. Angiolina Mutti, moglie di Andrea Pulici, trovato morto sull'auto nell'Adda, e amante di Giancarlo Corbetta, straziato da un treno presso Ronco Briantino, si difende. Contro di lei non sono state mosse accuse e neppure è stato emesso, dal sostituto procuratore di Lecco dott. Luciano Tomaselli, che dirige le indagini, un avviso di procedimento, che tuttavia non sarebbe un'accusa diretta. La donna comunque ha cambiato la versione dei fatti, che aveva dato in un primo tempo ai carabinieri. La scorsa notte, nella stazione dei carabinieri di Missaglia sono stati sentiti come testimoni il fratello Giuseppe e la sorella Santina. Hanno riferito che la loro congiunta, poco dopo il ricovero per il tentato suicidio, aveva loro raccontato tutto. Oggi, quindi. Angiolina è stata interrogata nella sua stanza all'ospedale di Niguarda. La Mutti avrebbe detto, secondo quanto è trapelato, che la sera di martedì era stato combinato un incontro tra il marito e l'amante per chiarire la situazione. La donna e il Corbetta, affrontati separatamente in passato dal Pulici, avevano affermato che la loro relazione era finita, ma il marito aveva forti dubbi. In paese, e soprattutto in fabbrica, alla « Vismara », molte persone gli facevano capire che la tresca continuava. Aveva allora chiesto un incontro chiarificatore. I coniugi, quella sera, erano andati al cinema, a Lecco, e avevano assistito allo spettacolo apparentemente in buona armonia. Durante il tragitto di ritorno a Casatenovo, l'avvicinarsi del « momento della verità » aveva reso nervosi tutti e due. Era cominciata una discussione, sempre per le solite ragioni. Giunti davanti a casa, marito e moglie avevano trovato il Corbetta che li attendeva, puntuale all'appuntamento. Doveva essere una spiegazione pacata, da « persone civili », ma fin dalle prime battute il colloquio era degenerato. Angiolina Mutti, prima ai parenti, poi al magistrato, ha tenuto a far sapere di non essere al corrente di altro. Il marito, infatti, arrabbiatosi nella discussione, le avrebbe ordinato di allontanarsi e lei avrebbe obbedito. Di quello che è successo dopo, la donna non saprebbe nulla, questo però non convince molto gli inquirenti. Essi ritengono poco verosimile che la donna se ne sia andata a dormire tranquilla mentre, proprio sotto il portone di casa, il marito e l'amante decidevano del suo futuro. La versione di Angiolina Mutti lascia trapelare tra le righe, secondo gli inquirenti, che l'amante abbia ucciso il marito. La donna, infatti, poiché afferma di avere lasciato soli marito e amante che litigavano e poiché è quasi certo che il secondo si sia tolta la vita, indica una sola soluzione possibile. Troppi particolari sono però in contrasto con questa ultima versione. Innanzitutto il fatto che Andrea Pulici fosse senza scarpe e senza camicia. A questo punto prende corpo un'altra ipotesi: marito e moglie, tornati a casa dal cinema, non avrebbero litigato, se ne sarebbero andati a letto tranquilli, ma pochi minuti dopo la donna, che avrebbe avuto un appuntamento con il Corbetta sotto il portone di casa, si sarebbe alzata e si sarebbe recata al convegno. Forse uscendo di casa ha fatto rumore e ha svegliato il marito. L'uomo l'avrebbe seguita, vestito sommariamente. Sceso sotto casa, avrebbe sorpreso gli amanti. Vi sarebbe stata una colluttazione: il Corbetta più giovane e più agile, l'avrebbe colpito alla fronte, facendogli perdere i sensi. Poi gli amanti avrebbero deciso di farlo sparire. Se i fatti si fossero svolti in questo modo, sarebbe anche spiegato perché nei polmoni di Andrea Pulici l'autopsia ha rilevato una grande quantità d'acqua, sufficiente per affermare che l'uomo è morto per annegamento. Proprio questo particolare ieri aveva suscitato non poche perplessità. Se infatti l'uomo fosse finito con l'auto nell'Adda per un incidente per togliersi la vita, le luci della vettura sarebbero state trovate accese, il cadavere sarebbe stato sul sedile di guida. Un altro fatto misterioso è che il sedile anteriore destro fosse sfilato dalle guide. I carabinieri escludono che ciò sia dovuto all'impatto della vettura con la corrente.
Marco Fabbri