Truffa su metalli preziosi, tre in manette

GALLARATE - Gli agenti del Commissariato, insieme alla Squadra Mobile della Questura di Varese e Milano hanno arrestato tre stranieri. D'accordo con un commerciante polacco che aveva già denunciato una truffa, si sono presentati di nascosto all'appuntamento.

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Truffa aggravata ai danni di un cittadino polacco commercianti di metalli preziosi. Con questa accusa mercoledì 8 aprile la Polizia di Stato ha arrestato tre stranieri: D.Z., cinquantenne di nascita serba, M.N., ventinovenne di nascita olandese e P.S., trentacinquenne di nascita tedesca, tutti nomadi senza fissa dimora in Italia e di fatto dimoranti presso campi del milanese nonché pregiudicati per reati contro il patrimonio.

Gli arresti sono stati eseguiti verso le 13.30 da agenti del Commissariato di Gallarate e della Squadra Mobile della Questura di Varese a Milano, presso un albergo estraneo alla vicenda, luogo fissato dai truffatori per la conclusione di una importante transazione commerciale con il polacco.

L’indagine ha avuto inizio a metà febbraio, allorché l’imprenditore polacco aveva denunciato al Commissariato di Gallarate di avere subito una pesante truffa: attirato da attraenti prospettive di guadagno aveva raggiunto un impeccabile acquirente italiano in un albergo vicino all’Aeroporto di Malpensa e gli aveva ceduto un ingente quantitativo d’oro in lingotti e monete, accorgendosi troppo tardi di avere ricevuto in cambio oltre trecentocinquantamila euro in fac-simile assolutamente falsi.

Quando dunque ha ricevuto ulteriori proposte d’affari dall’Italia, decisamente somiglianti a quelle già vissute con la precedente esperienza e relative ad un affare da circa ottocentomila euro, è così tornato in Italia e si è nuovamente rivolto agli agenti del Commissariato che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, con la sua collaborazione hanno deciso di tendere una trappola ai malintenzionati.

Sono stati così occultati dei microfoni sulla persona del commerciante polacco e dei rilevatori gps sull’oro destinato alla vendita, allo scopo di monitorare con esattezza sia i suoi movimenti durante la trattativa con i truffatori che l’andamento della transazione al fine di individuare il momento migliore per l’irruzione nel luogo prescelto per l’affare, ovvero un albergo di Milano.

Contemporaneamente i poliziotti hanno discretamente atteso il momento opportuno, sopraggiunto non appena l’oro è passato di mano. Poco dopo, durante una perquisizione domiciliare in una abitazione di Gallarate in uso a D.Z., sono stati rinvenuti tre lingotti in oro autentico per complessivi 2 kg, la cui provenienza è in corso di accertamento ma è verosimilmente collegata ad analoghe truffe, e che al momento hanno valso per D.Z. l’ulteriore per ricettazione.

Subito recuperato l’oro destinato alla transazione, i tre nomadi, bloccati mentre tentavano invano di fuggire per le strade di Milano, sono stati dunque arrestati ed associati al carcere di San Vittore, mentre sono in corso ulteriori accertamenti sulla loro responsabilità per episodi simili avvenuti in passato e su eventuali concorrenti riusciti a fare perdere le loro tracce nelle fasi concitate dell’irruzione.