La Guardia di Finanza ferma il barone svizzero del riciclaggio

BUSTO ARSIZIO - Secondo l'accusa Filippo Dollfus De Volckesberg avrebbe aiutato gli italiani a trasferire capitali per un volume pari ad almeno 800 milioni di euro. Frutto di appropriazione indebita, evasione fiscale, corruzione oppure riciclaggio.

Le mani della Guardia di Finanza sul barone svizzero Filippo Dollfus De Volckesberg: l'accusa nei suoi confronti è quella di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale.

Secondo l'inchiesta coordinata dal Pm di Milano Roberto Pellicano, nel corso degli ultimi decenni avrebbe aiutato italiani a portare all’estero e occultare ingenti somme di denaro che sarebbero proventi di appropriazione indebita, evasione fiscale, corruzione o riciclaggio. Il tutto per un importo complessivo di circa 800 milioni di euro anche se gli inquirenti nutrono sospetti sul fatto che la movimentazione possa essere stata addirittura maggiore.

L'analisi dei documenti sequestrati ha consentito di identificare 65 tra persone fisiche e giuridiche titolari di rapporti bancari a vario titolo che hanno operato complessivamente con 115 conti in 12 istituti di credito. Sono state mappate, quindi, 421 persone fisiche e giuridiche italiane ed estere che avrebbero avuto rapporti con l'organizzazione con sede a Lugano.