Irregolare in Italia da 26 anni: lo scoprono mentre sta rientrando in Algeria

MALPENSA - Era seduto nell'aeroporto, in attesa di imbarcarsi per il suo Paese d'origine. Un algerino di 42 anni, fermato per un controllo dalla Polaria, ha lasciato davvero increduli anche gli agenti: è risultato irregolare in Italia fin dal 1991

Con l’avvio della stagione estiva l’aeroporto di Malpensa sta registrando, come ogni anno, un considerevole aumento del volume di traffico. Tuttavia, le persone che popolano le aree aperte al pubblico dell’aerostazione non sempre sono turisti diretti verso le località di vacanza. In questo periodo di intenso traffico i controlli della Polizia di Stato sono sempre capillari ma, in considerazione dell’aumentato numero di presenze, sono anche essere più mirati e selettivi. 

Proprio nell’ambito di questa attività di prevenzione e controllo del territorio, nei giorni scorsi, durante un normale servizio di pattuglia all’interno del salone check-in, l’attenzione degli uomini della Polaria è ricaduta su una persona che era in attesa di registrarsi su un volo diretto in Algeria. 

Alla richiesta dei documenti il passeggero ha esibito, per la propria identificazione, un passaporto greco. Dal controllo nelle banche dati delle forze dell’ordine, gli agenti hanno scoperto che il passaporto, esibito dal passeggero, era oggetto di una segnalazione in campo europeo, in base alla quale il documento avrebbe dovuto essere sequestrato, perché denunciato come smarrito o rubato. Gli Agenti hanno quindi proceduto a fermare il soggetto individuato al fine di risalire, grazie alle comparazioni fotodattiloscopiche, alla sua reale identità. 

Dai riscontri è emerso che l’uomo è un cittadino, in Italia irregolarmente dal 1991, destinatario di un ordine di espulsione ancora pendente e con alle spalle una vita piuttosto travagliata, dedita alla commissione di numerosi reati. Fra i tanti, quello di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti per il quale la Procura di Milano aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere già nel 2016. Gli approfondimenti tecnico-scientifici condotti hanno consentito altresì di scoprire che il passaporto esibito non soltanto era stato rubato nel passato al legittimo proprietario, ma era anche stato falsificato mediante la sostituzione della pagina riportante i dati biografici. 

Alla luce degli elementi emersi l'algerino è stato arrestato sia perché colto nella flagranza del reato di possesso di documento valido per l’espatrio falso, sia in esecuzione dell'ordinanza e condotto nel carcere di Busto Arsizio, a disposizione dell’autorità giudiziaria.