Cocaina in cambio di franchi svizzeri, orologi e smartphone: due in manette

VARESE - Giovani e incensurati, anche se di famiglie note alle forze dell'ordine. Due albanesi sono stati arrestati dalla Polizia di Stato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dai clienti erano pagati anche con franchi svizzeri, orologi di lusso e smartphone

Nei giorni scorsi al termine di una serrata attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile –Sezione Antidroga- della Questura di Varese, sono stati arrestati due cittadini albanesi, incensurati, perché colti nella flagrante detenzione di oltre 50 grammi di cocaina, vario materiale per il confezionamento delle dosi e diverse centinaia di euro, banconote svizzere, telefoni e orologi, il tutto ritenuto provento dell’attività di spaccio.

Le frequentazioni di noti consumatori di cocaina e dei luoghi di spaccio cittadino, hanno insospettito gli investigatori che dai pedinamenti effettuati, hanno trovato conferma di quanto ritenevano. Un albanese, infatti, in un primo momento da solo e dopo in compagnia di un connazionale, si spostava quotidianamente per la provincia di Varese a bordo di un’utilitaria, prevalentemente in orari pomeridiani e notturni, fermandosi per pochissimo tempo in locali pubblici e parcheggi isolati, comportamento chiaramente riconducibile a potenziali cessioni di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata di giovedì scorso, avendo ritenuto ormai confermati i sospetti, gli agenti hanno deciso di procedere nei loro confronti dapprima con una perquisizione personale che ha confermato l’intuito degli investigatori in quanto è stato rinvenuto un “sasso” di cocaina di oltre 50 grammi di peso. L’attività si è successivamente spostata al domicilio dei due, dove è  stato trovato vario materiale riconducibile al confezionamento delle singole dosi, denaro contante anche estero (oltre duemila euro in contanti e poco meno di 1400 franchi Svizzeri), orologi di valore e telefoni cellulari di ultima generazione ancora confezionati, il tutto ritenuto il pagamento di dosi di cocaina.

Il quadro indiziario si è definito ulteriormente in quanto durante le prime fasi dell’intervento, sul telefono cellulare trovato in possesso a uno dei due, sono giunte diverse telefonate e sms chiaramente finalizzati a concordare acquisti di droga da parte di altrettanti “acquirenti” che, convocati immediatamente in Ufficio, hanno confermato l’ipotesi accusatoria ammettendo le intenzioni di procedere all'acquisto.

I numerosi arresti avvenuti nel recente passato nell’ambito del contrasto allo spaccio di droga a Varese avevano lasciato libera una grossa fetta di mercato che i due hanno cercato di occupare vendendo il loro “prodotto” agli acquirenti rimasti senza venditori. Il traffico, purtroppo per loro, è stato stroncato sul nascere. I due stranieri, incensurati, ma appartenenti a una famiglia nota nel settore, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio e condotti alla casa circondariale.

Sono in corso accertamenti per individuare i fornitori e i numerosi “clienti”. Le attività di Polizia giudiziaria svolte negli ultimi periodi, hanno evidenziato come si sia diffuso un nuovo modus operandi secondo il quale gli spacciatori effettuano continue micro cessioni senza detenere più grossi quantitativi al fine di evitare l’arresto contando sull’esiguità del quantitativo di sostanza detenuto, tuttavia se correttamente monitorati è possibile cogliere l’attimo in cui sono comunque costretti ad approvvigionarsi e quindi a cadere nelle maglie della giustizia.