Cinesi clandestini nell'azienda tessile: quattro denunce

BUSTO ARSIZIO - Lunedì le forze dell'ordine, operazione congiunta tra vari reparti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, hanno effettuato un blitz con l'Asl nella sede di un'azienda tessile gestita da una cittadina cinese. Trovati tre suoi connazionali clandestini sul territorio italiano. L'Asl ha sospeso l'attività per le irregolarità riscontrate durante il sopralluogo.

Nella serata di lunedì la Polizia di Stato e la Direzione Territoriale del Lavoro hanno denunciato tre cittadini cinesi per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e contestualmente deferito un datore di lavoro di cittadinanza cinese per l’impiego di lavoratori in nero.

Gli agenti del Commissariato di Busto Arsizio con il supporto operativo del Reparto Prevenzione Crimine di Milano e la collaborazione del Nucleo Ispettorato del Lavoro dell’Arma dei Carabinieri, unitamente a personale dell’Asl, hanno effettuato un accesso ispettivo in materia di lavoro e contrasto all’immigrazione clandestina presso un laboratorio tessile di proprietà di una donna cinese, con sede legale in Busto Arsizio.

Il servizio è nato a seguito dell’attività di monitoraggio della Squadra Volante del Commissariato di Busto Arsizio che, a fine agosto 2015, era intervenuta per una lite in famiglia, presso la medesima struttura ove la titolare del laboratorio risiede.

Nel locale commerciale sono state identificate sei persone di origine cinese, di cui quattro effettivamente trovate nello svolgimento della propria attività lavorativa.  

Di questi, uno di 29 anni, uno di 34 e uno di 42, irregolari sul territorio nazionale, sono stati denunciati. Sono state avviate le pratiche per l’espulsione dal territorio nazionale. Denunciata anche la titolare della ditta per l'illecito impiego di cittadini extracomunitari irregolari.

L'attività lavorativa è stata sospesa dall'Ispettorato del lavoro e Asl per le irregolarità riscontrate.