Badante ucraina in carcere per usura

VARESE - Una badante ucraina è finita nei guai. Non per la sua professione, visto che nessuno ha mai avuto nulla da ridire, ma per usura: pare che abbia prestato una piccola somma a una connazionale, chiedendo la restituzione con un interesse del 70%

Prestava soldi alle sue connazionali, o comunque a donne dell'Europa dell'est, chiedendo interessi del 70%. Con questa accusa la Guardia di Finanza ha accompagnato in carcere una badante ucraina di 40 anni residente in città. L'arresto è stato convalidato.

A mettere le Fiamme Gialle sulle tracce della straniera è stata la denuncia presentata da una delle vittime. Una donna in difficoltà economiche che, nel corso di una chiacchierata, ha rivelato alla badante la sua situazione. Pensando probabilmente che l'altra, non italiana, potesse meglio comprendere. 

Com'è andata a finire, secondo gli inquirenti, è facilmente immaginabile: prestito di una piccola somma, inferiore ai 2 mila euro, seguita dalla richiesta insistente di restituzione di quanto dovuto ma con interessi davvero da record.

La badante, attraverso l'avvocato, respinge ogni addebito. Di fatto la Finanza sta estendendo le indagini: le carte trovate nell'abitazione potrebbero anche far pensare a un giro di prestiti ad altre persone. Tutto da verificare.

Nel frattempo la donna resta in carcere. L'usura le viene contestata, così come il sequestro di persona perché - secondo l'accusa - pare che per convincere la connazionale a restituire i soldi, l'abbia chiusa in una stanza alzando la voce per far capire che non stava scherzando.