Assegno circolare clonato da WhatsApp: denunciata per truffa e falso

BUSTO ARSIZIO - Attraverso un sito di vendita online si è messa in contatto con un laziale interessato alla sua vettura. La ragazza, stabilito il prezzo e ricevuto via WhatsApp la foto dell'assegno circolare, ha provveduto a clonarlo e a presentarlo all'incasso. Poi, naturalmente, è sparita.

L’attività dei truffatori on line non conosce soste ed è alla continua ricerca di nuovi espedienti per trarre in inganno le vittime. Il Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio ha ricevuto la denuncia da parte del direttore di una banca cittadina per frode.

Nello specifico, un concessionario di autovetture con sede nel Lazio aveva adocchiato, su un noto sito commerciale on line, una vettura di pregio offerta in vendita da un fantomatico concessionario di Busto Arsizio. A seguito di una trattativa telefonica, le parti si erano accordate stabilendo il prezzo di 28 mila euro per l’acquisto dell’autovettura.

L’acquirente laziale, con l’intento di bloccare la vendita, aveva inviato al venditore bustocco, attraverso un messaggio WhatsApp, la copia del proprio documento d’identità e dell’assegno circolare emesso dalla sua banca per l’importo concordato.

Questo è bastato ai truffatori per produrre un clone dell’assegno originale, ancora nelle mani del compratore. Gli stessi si sono poi recati con il falso assegno presso la banca di Busto Arsizio, nella quale avevano già precedentemente aperto un conto corrente, lo hanno versato e hanno chiesto il bonifico urgente dell’intero importo su un conto corrente acceso in un ufficio postale.

La banca, dopo aver accertato presso l’istituto di credito emittente che il titolo era coperto, ha eseguito l’operazione, apprendendo solo successivamente che l’assegno non era autentico in quanto la firma del direttore, unico elemento manoscritto e difficile da copiare pedissequamente, era apocrifa.

Inutile aggiungere che nel frattempo l’ingente somma era stata prelevata dal conto postale e che della vettura offerta in vendita, come dello stesso concessionario, non c’era alcuna traccia.

Gli agenti del Commissariato hanno dunque denunciato per truffa e falso una donna italiana di 23 anni, anagraficamente residente in città ma finora risultata irreperibile.  Le indagini proseguono per individuarne i complici.

1 commenti

Francesco :
Ciao, anche io sono stato truffato nello stesso modo. La banca ha pagato ai truffatori un assegno circolare clonato e addirittura intestato ad una persona diversa da quella a cui l'avevo intestato io l'originale. In filiale non mi hanno voluto accreditare nuovamente il titolo originale non utilizzato ancora in mio possesso perché' gia risultava estinto. Il direttore ha detto che sono stato negligente ad inviarci la fotocopia via email al presunto venditore dell'auto. Spero che la banca mi paghi della somma persa di 21000 euro. Se sapete casi simili risolti con il recupero del denaro perso fatemi sapere, grazie | domenica 07 febbraio 2016 12:00 Rispondi