"Vieni a combattere con l'Isis": ma l'invito è rivolto all'Imam di Lecco che sporge denuncia

LECCO - Un messaggio per Usama El Santawy: "Vieni a combattere con l'Isis in Siria". Seguito da altri più insistenti e, pare, anche minacciosi. L'Imam di Lecco alla fine ha denunciato il giovane che voleva reclutarlo

Gli ha proposto di andare a combattere in Siria per l'Isis. Pare che lo abbia anche minacciato: chissà se Monsef El Mkhayar, ventunenne originario del Marocco, sapeva che il suo interlocutore è l'Imam di Lecco. Il quale si è subito rivolto alle forze dell'ordine per denunciare il nordafricano che lo aveva contattato.

Un episodio avvenuto nei mesi scorsi, sebbene venuto alla ribalta soltanto in questi giorni grazie alla deposizione di un agente della Digos nell'ambito del processo per terrorismo internazionale.

Quello del marocchino non è un nome nuovo in Italia. Giovane che a lungo ha vissuto a Milano e Nord Milano sfociando spesso nella illegalità, coinvolto nello spaccio di sostanze stupefacenti e finito nei guai anche per aggressione.

L'esperienza del carcere di San Vittore lo ha fatto riflettere: mai più droga né alcol per lui che, di colpo, aveva iniziato a cambiare vita frequentando moschee e parlando di Islam. Poi, di colpo, si sono perse le sue tracce finché, attraverso Facebook, ha cercato di avvicinare altri musulmani per coinvolgerli nella causa dell'Isis.

Tra le persone contattate per il reclutamento, però, figura anche Usama El Santawy, Imam di Lecco dopo essere stato presidente del centro islamico a Cinisello Balsamo. Questi, in un primo momento, pare che abbia fatto finta di nulla, non dando peso al messaggio ricevuto. Poi, di fronte all'insistenza, e forse anche a minacce, si è rivolto alle forze dell'ordine per denunciare il marocchino.