La Valassina è un fiume di droga: 31.750 cessioni di cocaina in un anno

LECCO - I numeri sono impressionanti: da aprile 2015 ad aprile 2016 ben 31.750 cessioni di cocaina documentate per un valore superiore al milione e mezzo di euro lungo la Valassina. Sono 24 le persone colpite dall'ordinanza del Gip, altre 15 indagate a piede libero

Un totale di 24 misure cautelari, 17 in carcere e 7 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per spaccio di droga lungo la strada statale 36 nella provincia di Monza e Brianza, Como e Lecco. E' quanto ha disposto con ordinanza il giudice per le indagini preliminari al termine di una corposa attività di indagine condotta dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Lecco. 

Delle persone colpite dalla misura restrittiva, spesso stranieri irregolari sul territorio e quindi senza fissa dimora, nove sono ancora ricercate: sette da accompagnare in carcere, due da sottoporre all'obbligo di presentazione. Altre 15 sono indagate a piede libero, 30 sono state segnalate alla Prefettura in qualità di assuntori di droga.

L’articolata indagine, denominata “Mayday” perché nata da una richiesta di aiuto giunta direttamente dal territorio, dai cittadini e dalle istituzioni dei paesi attraversati dalla statale 36 - ancora una volta “asse” dello spaccio -  si è sviluppata in un arco temporale che va dal mese di aprile 2015 al mese di aprile 2016.  E’ stata svolta con servizi di appostamento, riscontrati da sequestri di sostanza stupefacente, da analisi  dei tabulati di traffico telefonico e con l’escussione a sommarie informazioni testimoniali di 3.100 acquirenti. 

Il quadro investigativo  ha evidenziato un significativo fenomeno di cessioni di sostanza del tipo cocaina  nei comuni della provincia di Lecco,  Monza Brianza e  Como. Gli indagati, di età compresa tra i 25 e 50 anni, hanno realizzato 31.750 cessioni,  dimostrando di possedere un’elevata esperienza professionale, realizzando cospicue somme di denaro per un controvalore economico che si è aggirato intorno al milione e mezzo di euro e a diverse decine di migliaia di euro per ogni singolo indagato. 

I pusher smerciavano la droga nelle zone boschive non lontane dalla superstrada SS.36, in qualche caso sporadico anche in abitazioni, ma il più delle volte il passaggio avveniva in mezzo alla boscaglia.