La battaglia legale dà i risultati sperati: il Tar riapre gli uffici postali

Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha accolto il ricorso presentato da alcuni comuni lecchesi contro il provvedimento di riorganizzazione delle Poste, che prevedevano la chiusura definitiva di alcuni sportelli o la riduzione degli orari di apertura. La sentenza è stata depositata venerdì.

E' stata depositata venerdì 2, poco prima del weekend: ma la sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) sugli uffici postali è destinata ad avere importanti ripercussioni. In virtù della sentenza, infatti, il piano di chiusura e di ridimensionamento degli sportelli sul territorio viene in buona parte annullato.

Il Tar, insomma, ha riaperto le porte degli uffici di Beverate (Brivio), Rossino (Calolziocorte) e Sala al Barro (a Galbiate) dove il piano di riorganizzazione aveva previsto la chiusura totale.

Motivi per esultare, però, anche a Carenno, Colle Brianza, Ello, Santa Maria Hoè e Taceno: dove non era stata prevista la chiusura degli sportelli, bensì una riduzione dell'orario di apertura. Anche in questo caso, però, il Tar ha detto no alle Poste accogliendo i ricorsi. Questi evidenziavano che in base alla normativa nei Comuni con unico presidio postale debba essere assicurata un'apertura non inferiore a 3 gionri e a 18 ore settimanali. E che risulta indimostrata la motivazione del piano di riorganizzazione.

Non tutti i sindaci, però, hanno creduto all'utilità della strada del ricorso: gli uffici postali di Lecco, Margno, Monte Marenzo, Pagnona e Primaluna restano chiusi.