Il caso della bambina con il "sesto dito" ingessato

LECCO - Ha fatto il giro del web la fotografia della bambina con la mano ingessata al "sesto dito", quello inesistente, pubblicata dal quotidiano "La Provincia". Difficile stabilire se si tratti di malasanità o se è uno spostamento dell'ingessatura

Ha fatto molto discutere ieri il caso della bambina con il dito rotto e con la fasciatura a un dito inesistente all'ospedale di Lecco: una foto pubblicata dal quotidiano La Provincia, a cui si è rivolta una mamma per denunciare un caso di malasanità che avrebbe colpito la sua piccola.

Dalla foto appare evidente che la bendatura riguarda un dito inesistente, come se la mano della bambina ne avesse sei. Con i medici, tuttavia, che hanno precisato di avere eseguito il lavoro nel modo corretto. E che, tuttavia, può accadere che nei minori in tenera età, le piccole dimensioni degli arti e i movimenti improvvisi, possano determinare spostamenti di ingessature e steccature.

La mamma pare di tutt'altro avviso, raccontando che nell'arco di 48 ore ha dovuto accompagnare ben tre volte la piccola all'ospedale dopo l'infortunio all'asilo. La prima volta per un bendaggio che lei giudica frettoloso, tant'è che lunedì ha dovuto riaccompagnare la figlia alla struttura sanitaria. E la terza volta nella serata di lunedì quando, dopo aver affidato la bambina ai nonni, i genitori si sono accorti del sesto dito.

Difficile stabilire, per chi non è del settore, se può trattarsi di malasanità o di un effettivo spostamento dell'ingessatura.