Bordonali: "A Lecco non sono profughi bensì clandestini"

LECCO - Sopralluogo di Simona Bordonali, assessore regionale alla Protezione civile, al centro di accoglienza situato in zona Bione. All'uscita l'esponente del Pirellone ha rivelato che non si tratta di persone provenienti da zone di guerra e, pertanto, si tratta di clandestini.

"Il sopralluogo nel centro di accoglienza immigrati situato sul lungolago di Lecco ha dato gli stessi risultati riscontrati ad Agrate Brianza e a Stradella nei giorni scorsi: in questi centri non ci sono persone che scappano dalla guerra. Sono tutti giovani maschi di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Non ci sono donne, anziani e bambini. Arrivano tutti da Stati non in guerra, Bangladesh, Gambia e Togo. Anche a Lecco non c'è alcun profugo, sono tutti migranti economici, ossia clandestini". Lo ha detto l'assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali, al termine del sopralluogo effettuato a Lecco, nel centro accoglienza situato in zona Bione.
 
"Solo in questo centro accoglienza di Lecco sono ospitate 25 persone, che passano le giornate a giocare a calcio, ma in tutta la provincia sono attualmente 650. Considerando che lo Stato spende per ognuno 35 euro al giorno, i finti profughi a Lecco costano alla comunità 700.000 euro al mese, 8 milioni e mezzo all'anno, che finiscono nelle tasche delle solite cooperative e che vedrei meglio utilizzati per risolvere i problemi economici dei Lecchesi in difficoltà, degli esodati, dei disoccupati e delle famiglie numerose. Si tratta di una situazione purtroppo generalizzata in tutta la Lombardia. Stiamo mantenendo in questi centri migliaia di clandestini. La nostra regione è infatti la seconda in Italia per numero di richiedenti asilo".
 
"Nei giorni scorsi - conclude Bordonali - ho inviato una lettera alle Province diffidandole dall'utilizzo delle strutture della colonna mobile della Protezione civile regionale. Anche per questa tendopoli, la Regione non ha messo e non metterà a disposizione né soldi né tende della Protezione civile, che servono a sistemare gli sfollati in caso di emergenza e non ad accogliere i clandestini".