Ubriaca, insulta la barista: denunciata anche per evasione e danneggiamento

COMO - Quando la barista vedendola ubriaca si è rifiutata di darle un altro boccale, la ragazza albanese è andata su tutte le furie. Non ha placato la sua ira nemmeno in presenza dei poliziotti e dei volontari del 118. Denunciata e ricondotta a casa per gli arresti domiciliari

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Quando la barista si rifiuta di servirle una seconda birra perché si rende conto che è già ubriaca, lei va su tutte le furie e non si calma nemmeno dopo l’intervento della Polizia: viene denunciata a piede libero per per ubriachezza, evasione, violenza, minaccia, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, tentato danneggiamento e sanzionata per detenzione di sostanze stupefacenti.

Finisce male la nottata, quella tra venerdì e sabato, per M.B. di 32 anni, ragazza di nazionalità albanese. Poco dopo la mezzanotte entra in un bar, paga regolarmente una birra e la beve senza problemi. Dopo che le viene negato il secondo boccale, però, insulta la barista e infastidisce gli uomini presenti nel locale. Inevitabile la chiamata alla Polizia.

Il problema è che la ragazza non si calma nemmeno in presenza degli agenti: quando la invitato a salire in auto inizia a colpire ripetutamente con forti pugni i finestrini e le portiere. Portata in Questura, nonostante l’intervento del 118 non si placa: continua a inveire contro tutti coloro con cui entra in contatto, e danneggia la sala di attesa. Durante i controlli, gli agenti trovano nella sua borsetta 0,3 grammi di hashish. Lei, già inserita nel database delle forze dell’ordine, risulta essere pluripregiudicata e sottoposta a misura alternativa alla detenzione in carcere del regime degli arresti domiciliari. Denunciata per ubriachezza, evasione, violenza, minaccia, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, tentato danneggiamento e sanzionata per detenzione di sostanze stupefacenti, viene poi accompagnata all’ospedale Sant’Anna e dimessa con diagnosi di “Agitazione Psicomotoria”. La notte per lei si conclude poi con l’accompagnamento al domicilio eletto per la fruizione del periodo di arresto.