Telefonini spariti all'ospedale Sant'Anna: denunciato un 31enne italiano

COMO - Dall'ospedale Sant'Anna erano spariti 16 telefonini: dopo una lunga attività d'indagini gli agenti hanno bussato alla porta di un italiano che lavora nella struttura per conto di una cooperativa. Aveva 10 apparecchi di dubbia provenienza di cui 6 corrispondenti a quelli denunciati.

A casa nascondeva 10 telefoni cellulari di dubbia provenienza, di cui 6 corrispondenti ad apparecchi che erano spariti all'ospedale Sant'Anna: C.S., italiano di 31 anni che lavora al nosocomio cittadino per conto di una cooperativa, è stato denunciato a piede libero per furto aggravato dagli uomini della Polizia di Stato.

Gli agenti sono risaliti a lui dopo una minuziosa attività di indagine. A loro era arrivata la segnalazione di ripetuti furti di telefoni all'ospedale, soprattutto negli orari mattutini, per circa 16 apparecchi spariti negli ultimi tempi. Da allora la Polizia ha iniziato a indirizzare le sue richerche nei confronti di persone che, per il loro incarico o le loro mansioni, potevano avere accesso nelle aree in cui si sono verificati i furti: troppi 16 telefoni rubati per pensare al ladro occasionale. Da lì l'indagine si è allargata: sotto analisi i tabulati dei dati del traffico telefonico abbinati agli apparecchi rubati. Risultavano tre utenze intestate o in uso a soggetti appartenenti a un unico nucleo familiare.

Approfondendo le indagini gli agenti hanno poi scoperto che uno di questi, l'italiano trentunenne, era di fatto un prestatore d'opera per conto di una cooperativa di lavori interinali e che, dal novembre 2014, svolgeva la sua attività proprio nell'ospedale. Non solo: i suoi turni di servizio coincidevano con i momenti in cui erano avvenuti i furti.

Inevitabile la perquisizione domiciliare da parte della Divisione Anticrimine: trovati e sequestrati 10 telefonini di dubbia provenienza di cui almeno 6 corrispondenti ad altrettanti telefoni indicati nelle denunce. L'italiano è stato immediatamente denunciato.