Non si fermano all'alt della Polizia: arrestati dopo la fuga nel torrente

COMO - Quando gli agenti della Polizia hanno chiesto ai due cileni a bordo della Fiat Punto di accostare per un controllo, loro sono fuggiti a tutta velocità, proseguendo poi a piedi nel torrente. Sono stati comunque inseguiti e arrestati anche grazie al supporto degli uomini della Digos giunti sul posto.

Un normale controllo di routine si è trasformato in un inseguimento rocambolesco: due uomini, alla fine, sono stati arrestati dalla Polizia anche grazie al supporto degli uomini della Digos.

E' successo nei giorni scorsi quando un equipaggio della Polizia di Stato, impiegato in attività di prevenzione dei reati contro il patrimonio lungo la statale per Lecco in direzione Como, ha deciso di fermare un’auto modello Fiat Punto di colore blu, che procedeva nello stesso senso di marcia. Giunti all’altezza di via Pannilani, luogo considerato idoneo per effettuare il controllo, l’equipaggio della Squadra Volante ha acceso i dispositivi luminosi. Il conducente della Fiat Punto, però, ha tentato la fuga imboccando via Pannilani, percorrendone buona parte ad elevata e pericolosa velocità, tagliando curve cieche e sfiorando le auto, che percorrevano la strada nella direzione opposta.

All’altezza del civico 60 la vettura ha imboccato l’entrata della ditta Oman, ma rendendosi conto di essere finiti in una strada a fondo cieco, hanno cercato di fuggire a piedi dirigendosi verso l’alveo del vicino torrente Cosia, che in quel punto presenta un dislivello di circa 3 metri rispetto al livello stradale.

Gli agenti prontamente si sono messi all'inseguimento. Uno dei due è stato fermato a fatica, dopo che più volte si era divincolato dagli operatori, causando loro anche leggere abrasioni, all’interno del greto del torrente.

L'altro, invece, è fuggito nel torrente inseguito da un agente. Percorsi circa 500 metri, ha deciso di risalire in strada ove però è stato bloccato dagli uomini della Digos, che unitamente ad altre pattuglie presenti sul territorio erano stati fatti convergere dalla Centrale Operativa sul posto.

Da un controllo in banca dati l’auto, su cui viaggiavano i due,  risultava provento di furto ai danni di un cittadino rumeno avvenuto in provincia di Milano nel mese di ottobre, ed al suo interno venivano rinvenuti arnesi atti allo scasso ovvero due cacciaviti di grandi dimensioni, guanti di gomma, zainetti pieghevoli, torcia portatile e cappellino di lana nero, tutto materiale sottoposto a sequestro. I due uomini, di nazionalità cilena, arrestati per resistenza e violenza contro pubblico ufficiale, risultavano essere privi di documenti. Con il foto segnalamento si è scoperto che entrambi erano destinatari di precedenti denunce per furto. In particolare il signor l'uomo di 56 anni risultava scarcerato da pochi mesi dopo aver espiato 8 anni in carcere per un cumulo di pena per furti, lo stesso, sotto altre generalità, era inoltre destinatario dell’esecuzione di un’espulsione quale misura di sicurezza. Gli stessi sono stati deferiti in stato di libertà per lesioni, ricettazione, possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e per gli artt. 10 bis e 14 c. 5 ter del D.L. 286/98 e succ. modifiche ed integrazioni. Riconosciuto dagli operatori O.H.S.C. quale autista del mezzo. E' stato denunciato anche per guida senza patente. Gli arrestati, portati nelle camere di sicurezza della Questura, sono stati poi processati per direttissima.