Mense scolastiche: la città verso il punto unico di cottura

COMO - La Giunta comunale ha scelto la strada del punto unico di cottura per le mense scolastiche, soluzione che ritiene ottimale per ridurre le spese e creare più spazi per i bambini. La localizzazione è prevista nella scuola di via Isonzo, la spesa prevista è di 700 mila euro.

Con apposito indirizzo la Giunta ha deliberato martedì di avviare l'iter per la realizzazione di un punto unico di cottura. Tale decisione consentirebbe:
- di aumentare il numero dei pasti erogati servendo più strutture (ad esempio il Centro Diurno Disabili e le scuole secondarie di primo grado);
- di utilizzare gli spazi delle cucine in favore dei refettori che con superfici maggiori potranno ospitare più bambini e quindi diminuire le liste d'attesa per la mensa;
- di ridurre le spese legate agli adeguamenti normativi per le cucine (oggi i punti cottura sono 17) imposti da Asl e Vigili del Fuoco;
- di contenere i costi di approvvigionamento delle derrate alimentari (il rifornimento oggi interessa 17 punti con conseguenti oneri legati al trasporto, sosta, imballo e carico e scarico della merce);
- di riqualificare le spese per il personale.

L’ipotesi allo studio, per caratteristiche strutturali e localizzazione, riguarda la scuola di via Isonzo, i cui alunni potrebbero essere trasferiti nel vicino edificio in via Picchi. 

“Con questo indirizzo operativo diamo il via ad un percorso di ottimizzazione di un importante servizio - spiega il vicesindaco Silvia Magni - saranno riqualificati la gestione, l’organizzazione del personale e all' utilizzo degli spazi. Capiamo la preoccupazione manifestata dalle famiglie in questi giorni e quanto prima saranno organizzati incontri con i genitori e i docenti per presentare la nostra proposta e raccogliere valutazioni e contributi”. 

I tempi per la realizzazione della struttura sono stimati in 6 mesi, con conclusione dei lavori entro dicembre 2016; l’importo per le opere edili ed impiantistiche interne ed esterne ammonta a 700 mila euro.