Lo ha stabilito il giudice: la pausa caffè al bar del dipendente pubblico non è reato

COMO - Fare la pausa caffè durante la giornata lavorativa non è assolutamente un reato. Indipendentemente dal fatto che avvenga alle macchinette o al bar di fronte al municipio. Assolti i tre dipendenti comunali che non avevano timbrato il cartellino per bere un caffè al bar

La pausa caffè, purché sia di breve durata, viene tollerata in ogni contratto nazionale, ma anche dalla giurisprudenza attraverso il pronunciamento della Cassazione. Insomma non è reato. Lo ha ribadito in Aula il Gup (Giudice dell'udienza preliminare) Maria Luisa Lo Gatto del Tribunale di Como, evidenziando che il fatto non costituisce reato.

E' stata messa così la parola fine sulla vicenda dei tre dipendenti del Comune, che non avevano timbrato il cartellino in uscita per concedersi un caffè veloce al bar di fronte al municipio.

Per loro era scattata l'accusa di truffa ai danni dell'ente pubblico e di falso, smontate però pezzo dopo pezzo dallo stesso giudice che, in sostanza, ha fatto presente come la pausa caffè sia contemplata come momento di ristoro e di recupero delle energie, indipendentemente se fatta al bar o alle macchinette del municipio, purché di breve durata.

Dalle indagini era comunque emerso che la mancata timbratura del cartellino dei tre dipendenti, complessivamente, aveva prodotto un danno di soli 7 euro. E' costato di più mettere in moto la macchina della giustizia, fare lavorare tribunale e forze dell'ordine. Per sentirsi poi dire che la pausa caffè fa bene ed è un diritto sacrosanto.