Furto da 55 mila euro alla Bric's: sei persone in manette

COLVERDE - Dopo aver studiato il colpo una banda di sei persone, cinque italiani e un albanese, è entrata in azione nella sede della Bric's a Colverde per impossessarsi di centinaia di borse in pelle. Non sapevano, però, che a osservarli c'erano i poliziotti di Varese e di Busto Arsizio, sulle loro tracce da tre anni.

Sei ladri specializzati in furti di ingente valore in siti industriali e commerciali, tutti residenti nel basso varesotto. Sono stati arrestati dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Varese e della Squadra Investigativa del Commissariato di Busto Arsizio.

L’attività si è conclusa nella notte di domenica subito dopo aver depredato un’azienda di Colverde, in provincia di Como: si tratta di  una banda composta da uomini residenti nella provincia di Varese, cinque italiani e un albanese.

Gli agenti, alla luce delle informazioni acquisite su alcune aziende, potenziali obiettivi del gruppo, anche a seguito di sopralluoghi e controlli a persone e veicoli sospetti, avendo avuto notizia che la banda avrebbe potuto colpire un'attività della limitrofa provincia di Como, hanno organizzato un complesso servizio di osservazione verificando la presenza di una banda, composta dai sei soggetti e perfettamente organizzata che, dopo essersi riunita e distribuita su due autovetture, si è diretta in particolare a Colverde, precisamente presso un polo industriale ai margini di una zona boschiva.

Nello specifico, mentre il “palo” continuava a perlustrare la zona percorrendola ripetutamente alla guida di una delle vetture, gli altri sono entrati nella sede della “Bric’s”, una ditta che produce borse in pelle di pregio. Dopo circa tre ore uno dei ladri è uscito dalla “Bric’s”, prelevato dal complice in auto, e si è allontanato per tornare alla guida di un furgone, con quale è rientrato nell’azienda. Poco prima di mezzanotte il furgone è uscito dalla ditta e tutti i complici sono tornati sulle due vetture per allontanarsi.

A questo punto è scattata la trappola predisposta dalla Polizia. Alcuni agenti hanno bloccato i tre mezzi impedendo ai ladri di fuggire con la refurtiva costituita circa 250 borse di pelle, del valore approssimativo di 55000 euro, merce direttamente restituita al legittimo proprietario. Un sopralluogo nella ditta ha permesso di accertare che i ladri avevano neutralizzato, con schiuma e nastro adesivo, i dispositivi di allarme e che avevano divelto una porta e la recinzione perimetrale.

Addosso ai ladri, oltre ad un piede di porco, venivano inoltre trovati degli scanner, utilizzati per comunicare tra loro senza essere intercettati, mentre i cellulari, dai quali erano state addirittura staccate le batterie, erano stati riposti in un sacco. I sei ladri, colti in flagrante, sono già comparsi per la direttissima lunedì mattina davanti al Tribunale di Como per rispondere di furto aggravato in concorso: tre di loro hanno patteggiato una pena detentiva mentre gli altri tre, con significativi precedenti specifici, sono stati trattenuti in custodia cautelare nel carcere di Como.

La Polizia era da tempo sulle tracce della banda. Nel novembre del 2012 gli uomini del Commissariato di via Candiani avevano infatti arrestato A.V. e un altro uomo subito dopo che, utilizzando una motrice rubata in provincia di Novara e un rimorchio asportato a Busto Arsizio, avevano consumato un furto in un’azienda di carrelli elevatori a Settimo Milanese. Già allora i poliziotti sapevano che i due arrestati facevano parte di una batteria ben più numerosa e che i loro complici erano riusciti a dileguarsi evitando le manette. Le voci circolanti nell’ambiente, inoltre, avevano indicato il gallaratese A.P., noto come Tony o “Negro”, come il deus ex machina della banda. La pazienza e la perseveranza degli investigatori è quindi stata premiata a distanza di tre anni.