Due rapine in sei minuti: arrestato dai Carabinieri quando è arrivato a casa

CARUGO - Una brillante operazione dei Carabinieri della Compagnia di Seregno ha permesso di consegnare alla giustizia un quarantenne residente a Carugo che, nella notte tra sabato e domenica, ha messo a segno due rapine a Carimate e Mariano Comense.

Ha trascorso una decina di anni nell'angusta cella del carcere di Pavia per aver commesso tre rapine. Trasferito nel mese di maggio ai domiciliari, nella notte tra sabato e domenica è evaso per andare a commetterne altre due in soli sei minuti. Pochi minuti più tardi il quarantenne residente a Carugo è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Seregno.

Non un delinquentello di primo pelo. Nel suo curriculum risulta l'associazione criminale di stampo mafioso, oltre a tre rapine commesse nel 2005: una a un supermercato di Arosio, l'altra al centro commerciale "Il Gigante" di Mariano Comense e la terza alla filiale di Inverigo della Banca San Paolo.

Finito in carcere per una decina di anni, poi trasferito ai domiciliari, nella notte tra sabato e domenica è uscito per altri due colpi. Due interventi lampo, conclusi nel giro di sei minuti, messi a segno con le stesse modalità: moto lasciata accesa davanti al locale, poi ingresso a mano armata e la fuga. Così si è presentato dapprima al bar "Smile" di Carimate e poi, pochi istanti dopo, alla sala giochi di Mariano Comense. Sempre entrando con il volto coperto dal casco integrale da motocross ed esibendo una pericolosa pistola Beretta F92 fs, una calibro 7,65 in dotazione alle forze armate.

Dopo aver raggranellato 2.500 euro (500 nel bar e 2 mila nella sala giochi) si è allontanato compiendo un lungo giro. E' stato però intercettato a Giussano dai Carabinieri della Compagnia di Seregno: in giro per il pattugliamento del territorio con un'auto civetta, si sono visti passare davanti il centauro che corrispondeva alla descrizione fornita dalla sala operativa della Compagnia di Cantù. Sapendo che era armato, hanno preferito pedinarlo, dando di volta in volta le coordinate ai colleghi perché potessero arrivare sul posto.

Il rapinatore, quando si è sentito ormai tranquillo, ha poi deviato verso casa. Per sviare ogni sospetto, però, non ha parcheggiato lo scooter nella sua proprietà: ha suonato al vicino, che glielo ha fatto parcheggiare in soggiorno, tra il divano e la televisione. Lì ha lasciato anche il casco e la pistola, poi è uscito nella corte per recarsi nella sua abitazione. Proprio in quel momento, però, si è accorto che c'erano i Carabinieri ad attenderlo senza lasciargli alcuna possibilità di fuga.

Per lui si sono aperte le porte del carcere Bassone di Como. Risponderà di rapina, porto abusivo di armi ed evasione. Il vicino, un trentottenne incensurato, è stato invece denunciato a piede libero per favoreggiamento.