Colpo al portavalori: sette persone in carcere

CANTU' - I Carabinieri della Compagnia cittadina, con il supporto di quelli di Aosta, ieri hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti sette persone. Ritenute responsabili dell'assalto di febbraio al portavalori della Mondialpol

Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone, tutte di nazionalità italiane. Sono loro, secondo gli inquirenti, i responsabili a vario titolo di concorso in rapina aggravata, ricettazione, sequestro di persona, porto e detenzione abusivi d’arma da fuoco. I sette sono stati consegnati alla giustizia nella mattinata di ieri, martedì 2 maggio, dai Carabinieri della Compagnia di Cantù con il supporto dei militari di Aosta.

E' la conclusione di un'indagine che, in precedenza, aveva già portato a un provvedimento simile nei confronti di sei persone ritenute gravemente indiziate della partecipazione a vario titolo in due gravi rapine commesse nell’olgiatese e nel canturino.

L’inchiesta, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cantù, è nata nel mese di novembre a seguito della rapina ai danni di due guardie giurate addette al servizio di trasporto portavalori della Mondialpol. Il commando, composto da tre rapinatori armati di pistola, aveva immobilizzato e disarmato una delle guardie, scesa dal veicolo, impossessandosi di un plico contenente circa 27 mila euro, appena prelevato presso la ditta "Gecotras srl" a Lurate Caccivio. Si erano inoltre impossessati anche dell’arma d’ordinanza dell’agente.

L’indagine si è sviluppata attraverso accertamenti tecnici che hanno permesso di localizzare sul luogo del delitto due soggetti pregiudicati, notoriamente dediti a tali tipologie di reato, risultati essere dei veri e propri “basisti” in grado di individuare proficui obiettivi per conto di bande di rapinatori anche non residenti in Lombardia.

Il prosieguo dell’attività ha permesso inoltre di ricondurre la responsabilità materiale della rapina a un gruppo di malviventi giunti appositamente in Brianza per commettere il fatto, potendo contare sul supporto fornito proprio dai due organizzatori. Su uno dei responsabili, già gravato da precedenti specifici, erano stati raccolti nell’immediatezza gravi indizi di colpevolezza circa la sua partecipazione all’assalto al portavalori e pertanto era già stato a febbraio.

Sugli altri due complici è stata effettuata un’ulteriore mirata indagine che, nella mattinata di ieri ha visto il suo epilogo. L’organizzazione inoltre ha potuto beneficiare delle notizie divulgate da una guardia particolare giurata dello stesso istituto di vigilanza, anch’egli addetto al medesimo servizio di trasporto di preziosi, che in contatto con gli organizzatori ha fornito informazioni sull’obiettivo e sulle modalità del servizio svolto dai suoi colleghi. A lui è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari già nella prima parte dell’operazione.

Uno dei due basisti, però, è stato ricollegato dagli inquirenti anche alla rapina in villa avvenuta il 21 gennaio a Novedrate ai danni di due anziani commercianti. Erano stati sequestrati nella loro abitazione, legati e malmenati dai malviventi, fuggiti poi con un bottino di 5.500 euro e con l'auto delle vittime. 

I Carabinieri erano riusciti a individuare da subito due dei tre responsabili e ad arrestarli. In seguito, gli accertamenti hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sul terzo malvivente, nonché appurare la presenza di un pregiudicato con funzione di “palo”, che, posizionato nei pressi della tabaccheria della vittima ha avvisato i complici del suo imminente ritorno a casa. In virtù della sua professione di piastrellista, avendo appena eseguito alcuni lavori nella villa, era poi riuscito a fornire informazioni utili per mettere a segno il colpo.