Chiama la Polizia perché minacciato, viene denunciato anche lui

COMO - L'autore della chiamata racconta agli agenti di essere stato minacciato. Un tunisino che lavora nel suo ristorante conferma l'accaduto, ma è privo del permesso di soggiorno. Alla fine una denuncia ciascuno per i tre protagonisti della vicenda.

Chiamando la Polizia pensa di mettersi al sicuro e, magari, di non farla passare liscia a chi lo ha minacciato. Però c'è un problema: gli agenti giunti sul posto scoprono sue irregolarità e denunciano a piede libero anche lui che li ha chiamati.

E' successo ieri pomeriggio, verso le 15.30, quando una Volante della Polizia viene chiamata in un ristorante in zona Breccia. L'autore della telefonata, A.F. di 65 anni, racconta agli agenti di essere stato minacciato con la pistola dal cugino G.F di 53 anni. Questo perché, a suo dire, nella giornata gli aveva comunicato di non potergli più dare ospitalità né la possibilità di lavorare nel suo ristorante.

Una notizia che il cugino avrebbe accolto davvero male, tanto da reagire colpendolo al volto e minacciandolo di morte con una pistola.

Raccolta la sua versione gli agenti cercano di capire se ci sono testimonianze: K.B.T.H., tunisino di 53 anni che lavora nel ristorante, conferma alla lettera quanto era stato raccontato all'equipaggio della Volante.

Gli agenti procedono quindi alla perquisizione dell'alloggio del cugino e trovano la pistola 'a salve'. I tre vengono poi accompagnati in Questura per procedere alla denuncia. Dai controlli, però, emerge che il tunisino è presento sul suolo nazionale come clandestino e, pertanto, risulta già colpito da ordine di espulsione dall'Italia.

La vicenda si chiude con tre denunce. Una per l'uomo che ha minacciato i lcugino con la pistola (per esercizio arbitrario delle proprie ragioni), una per il marocchino  (per inottemperanza all'ordine del Questore di lasciare l'Italia), una per chi ha richiesto l'intervento della Volante perché ha occupato alle sue dipendenze un lavoratore privo di permesso di soggiorno.