Briantea84 a Livigno per preparare la nuova stagione

CANTU' - La UnipolSai da martedì fino a ieri in ritiro a Livigno (che per la prima volta ospita una squadra paralimpica) per preparare la nuova stagione. Al di là degli allenamenti bisogna trovare anche la nuova alchimia nel gruppo dopo alcune partenze, compresa quella dell'allenatore.

È iniziata con un ritiro a Livigno la preparazione della UnipolSai, che si è riunita a fine settembre dopo gli impegni europei di molti dei suoi componenti. Si tratta del primo ritiro promozionale per la UnipolSai, dal 29 settembre al 3 ottobre, e soprattutto la prima volta che Livigno ospita una squadra sportiva paralimpica.

Cinque giorni di allenamento intensivo in alta quota per ritrovare la forma ma soprattutto l’amalgama del gruppo, benché non ci siano stati sostanziali cambiamenti nel roster a disposizione del nuovo coach Marco Bergna: il ritorno di Fabio Raimondi, infatti, è coinciso con il congedo del play lituano Vaidas Stravinskas e del centro svedese Joachim Gustavsson. Il gruppo continua a puntare sui suoi assi portanti – dallo statunitense Brian Bell allo spagnolo Jordi Ruiz - e torna ad aprirsi al vivaio di casa, in un mix che promette sorprese. 

La scelta di Livigno è dunque risultata strategica per molte ragioni. Questo raduno, innanzitutto, rappresenta il consolidamento del legame tra Briantea84 e la cittadina dell’Alta Valtellina, già teatro a inizio settembre del primo Candido Junior Camp, e sostenuto fortemente dal presidente dell’APT Luca Moretti e dall’assessore allo Sport Remo Galli. Sono sempre più noti i benefici di un allenamento a 1800 metri di altezza: l’esigenza di migliorare la capacità aerobica, infatti, porta in valle molti sportivi di caratura internazionale (dal ciclismo alla canoa, fino alla pallavolo) e in questi giorni vede la compresenza del club canturino con la nazionale italiana di nuoto capitanata da Filippo Magnini, entrambi parte del progetto sportivo UnipolSai. 

La presentazione del programma “Road to Rio” è avvenuta nel corso di una conferenza stampa all’Aquagranda Wellness Park di Livigno, dove erano presenti il team azzurro e i giocatori biancoblu. La dimostrazione che lo sport non conosce distinzioni e parla la stessa lingua è arrivata dal capitano Ian Sagar: 

“La vita di un atleta è molto difficile. Bisogna essere forti non solo con il corpo ma anche con la mentalità. Occorre uscire di casa ogni giorno per allenarsi e con tutte le tue energie devi dare il cento per cento sempre, per avere la possibilità di rappresentare il tuo Paese ai Giochi Paralimpici. In cambio di questo impegno, avrai il privilegio di rendere la tua famiglia, la nazione e tutte le persone che fanno parte della tua vita, orgogliose di te. Se ci riuscirai, tutti i sacrifici fatti in questi anni ne varranno sempre la pena. Sono fortunato perché sono già stato a Londra nel 2012 e ora ho di nuovo la possibilità di gareggiare a Rio l’anno prossimo, ma devo ripartire da capo per farmi trovare pronto. Per questo vorrei ringraziare Livigno per la sua ospitalità e per averci dato l’opportunità di venire ad allenarci in questo posto bellissimo”.

Parole condivise con un applauso da tutto il team Italia e in particolare da Magnini che ha voluto siglare questa sintonia “tra capitani” consegnando a Sagar un gagliardetto FIN. 

Durante il ritiro, la UnipolSai non ha perso la possibilità di incontrare i bambini dello Sporting Club Livigno, che hanno assistito a un allenamento a porte aperte al Pala Teola e dunque hanno visto dal vivo il grande spettacolo del basket in carrozzina.