Comi: "Norman Gobbi? Io penso ai frontalieri italiani"

L'europarlamentare di Forza Itala, vicepresidente del gruppo PPE, contro il presidente del Governo del Canton Ticino: la richiesta, soprattutto, è quella di rinunciare alla pretesa di ottenere il casellario giudiziale dei 60 mila frontalieri che vanno a lavorare in Svizzera.

L'europarlamentare contro il presidente del Governo del Canton Ticino: è scontro aperto sulla questione dei frontalieri italiani e sui metodi restrittivi che la Svizzera pretende di adottare. In particolar modo sulla scelta di richiedere il casellario penale agli italiani che ogni giorno superano la frontiera per lavoro.

Norman Gobbi, presidente leghista del Governo del Canton Ticino, dopo la questione sollevata dai nostri rappresentanti, ha alzato la voce: "L'Italia dovrebbe comunque chiedersi perché ogni giorno, nonostante tutto, 60 mila frontalieri vengono a lavorare qui e molti scelgono di risiedere in Ticino".

Immediata la replica dell'europarlamentare Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del gruppo PPE: "Le parole di Norman Gobbi mi lasciano del tutto indifferente, io rispondo ai tanti Italiani che lavorano in Svizzera e che mi hanno chiesto di intervenire. La rielezione con il sistema a preferenze per me è fare goal, il resto sono chiacchiere. Capisco che questo goal dia molto fastidio perché da anni lavoro con caparbietà per difendere i frontalieri. Parlo con molti imprenditori svizzeri che mi confermano il valore del contributo dei nostri lavoratori, soprattutto nel settore bancario. Gli Italiani vengono scelti per le competenze e l'affidabilità. Il consigliere di Stato Gobbi si chiarisca con Berna, che è totalmente in linea con le posizioni italiane, come ha confermato nei giorni scorsi l'ambasciatore svizzero a Roma. La richiesta ai lavoratori frontalieri di presentare il casellario giudiziario viola gli accordi con l'Ue. Se Gobbi ritiene che questi accordi non vadano rispettati chieda l'indipendenza da Berna. Sia coerente fino in fondo, dica che secondo lui il Canton Ticino deve uscire dalla Svizzera, invece di attaccare a livello personale chi si impegna affinché gli accordi siano onorati e non venga meno il rispetto delle persone".