Un nuovo impianto al depuratore di Merone: migliorerà la qualità delle acque del Lambro

MERONE - Una firma importante quella dei giorni scorsi che ha visto coinvolto il Parco Valle del Lambro e Azienda Servizi Integrati Lambro Spa: nasce un sistema di affinamento innovativo che garantirà il miglioramento delle acque che dal Depuratore di Merone vengono immesse nel fiume Lambro

I Presidenti dell’Azienda Servizi Integrati Lambro Spa e del Parco Regionale della Valle del Lambro hanno apposto giovedì mattina, la firma sulla convenzione che permetterà di realizzare entro il prossimo anno, un innovativo sistema di affinamento che garantirà il miglioramento delle acque che dal Depuratore di Merone vengono immesse nel fiume Lambro. Il progetto nato nell’ambito del Contratto di Fiume, è stato finanziato (1 milione 900 mila euro) da Regione Lombardia, ed è inserito in un contesto più ampio di interventi sul Lambro cofinanziati dall’Unione Europea «Progetto Life+» e da Fondazione Cariplo.

Le acque sfiorate dal depuratore in testa impianto, quelle cioè che in caso di forti piogge arrivano dal sistema fognario e che normalmente non verrebbero trattate dal Depuratore, saranno sottoposte ad un trattamento di Fitodepurazione in progetto. Il primo passaggio definito «Fase di grigliatura», è dedicato all’eliminazione dei «solidi grossolani» (banalmente le cartacce, i pannolini, sabbia e sassi) e degli oli presenti nelle acque di sfioro. Successivamente si passerà alla «Fase a flusso sommerso» quando le acque saranno convogliate in aree dotate di letti di ghiaia e piante speciali (Phragmites, Cannucce lacustri o specie floreali) che avranno il compito di assorbire gli elementi inquinanti ripulendo l’acqua. La parte più innovativa di questo progetto è la presenza in questa fase di un meccanismo che insuffla aria all’interno del sistema sommerso per migliorarne la resa depurativa oltre che ridurre al massimo il rischio della formazione di odori ed insetti. In questa parte l’acqua non sarà visibile perché sempre sotto il livello del terreno. L’ultima fase definita «a flusso libero» sarà costituita da alcuni laghetti che andranno a migliorare l’area attualmente paludosa.

Questa con l’occasione verrà riqualificata grazie alla creazione di una sentieristica molto discreta che darà la possibilità ai cittadini della Valle del Lambro di renderla praticabile compatibilmente con la sua vocazione ambientale. L’acqua depurata verrà poi reimmessa nel Lambro nel punto più a valle dell’area di intervento. Una volta realizzata l’area sarà gestita, mantenuta e curata da Asil mentre Parco e Regione interverranno nel caso saranno necessari interventi di manutenzione straordinaria. I progettisti dell’opera sono una delle più importanti società in Italia operanti nel campo della fitodepurazione, con diverse realizzazioni portate a termine anche in Europa: la capofila Iridra di Firenze si è occupata della parte impiantistica e di processo mentre lo Studio Majone di Milano ha curato gli aspetti idraulici. I lavori verranno realizzati a partire dall’inizio del 2016 e dureranno 6/7 mesi.

«Sostenere e applicare puntualmente le tecnologie innovative in particolare nel settore ambientale - ha sottolineato Fabio Puglia, presidente dell’Azienda Servizi Integrati Lambro Spa - deve essere un obiettivo primario delle società pubbliche come Asil. In questo senso saremo quindi gestori attenti e interessati grazie alle competenze che abbiamo al nostro interno».

«Questo progetto - ha spiegato Eleonora Frigerio, presidente del Parco Valle Lambro - il primo di questa entità a vedere la collaborazione così stretta tra un ente di depurazione e un Ente Parco, permetterà di salvaguardare ulteriormente il fiume Lambro con un impianto innovativo che migliorerà sensibilmente la qualità delle acque. Grazie al Contratto di Fiume, per oltre un anno abbiamo analizzato tutte le problematiche relative al fiume Lambro: la firma e il via ufficiale del progetto con Asil è il primo passo, verso la realizzazione di una serie di iniziative concrete».